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lunedì 27 luglio 2009

Valzer, Art Deco e vertigini di impero

La Valse di Ravel è un poema coreografico del 1928 ed forse è una delle opere più conosciute ed eseguite del maestro francese. L'obiettivo è quello di esaltare un emblema musicale, il valzer alla Strauss, nella sua essenza dionisiaca, concependo una specie di apoteosi del valzer viennese nella cornice di una corte imperiale verso il 1855. Dai cupi echi magnetici dell’avvio, le coppie si plasmano lentamente, quasi liberandosi da un intrico di ragnatele sotto il quale viene svelandosi un mondo trapassato , fino a raggiungere uno stato di vertigine che allude più alla tragedia che all’apoteosi.
- Da Repertorio di Musica Sinfonica - a cura di Piero Santi, Giunti e Ricordi Editore

lunedì 13 ottobre 2008

Excelsior, 1881: pubblica illuminazione

Mi sembrava l'Execelsior del 1881 una naturale prosecuzione del post precedente con le immagini di Schinkel per il flauto magico. Questo video è così tanto gravido di nazionalismi da impressionare. Però penso che sia una delle meraviglie di youtube.

Link:

http://www.sistemamusica.it/dicembre/26.htm

giovedì 9 ottobre 2008

Schinkel: industria e teatro

Mi sembra così poco conosciuto fuori dalla Germania il lavoro di Schinkel, ma mi sembra sempre così moderno, mi viene da dargli una trentina di anni di più, anzi a volte anche '70. Questa regina della notte per me va ben oltre il neoclassico, ha in sè tutte le innovazioni positiviste della macchina, del progresso ruggente, mi sembra quasi da Excelsior. Mi pare abbia visto giusto Kentridge nel citarlo anche se filologicamente il povero Mozart salisburghese viene perso di vista. Trovo davvero grande sintonia con i suoi lavori e ogni rilettura fatta da artisti contemporanei sui suoi lavori è stato per me riuscitissima, penso al lavoro di Nannucci davanti al Museo Egizio o la chiesa con il suo museo. Per quel che mi riguarda da noi forse solo Palagi (altro misconosciuto) gli sta pari, penso al lavoro che ha fatto a Pollenzo, che putroppo non ho mai visto. Mi chiedo alla fine perchè mi sono imbarcato nel 2° impero quando ci sono tanti momenti felici all'apertura del secolo. Forse di più e tutto era più semplice. Vabbé questa generazione di precoci ingegneri potrò sempre tenerla come pietra di paragone.